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04.05 – 25.05 Mostra fotografica personale di Yuri Rost presso il Teatro Verdi

Published on aprile 6, 2019 by wp_7847991

И лЮби!

Yu di Yuri Rost

La prima in Italia personale mostra fotografica dell’artista in occasione del suo 80° anniversario. Il 900 attraverso immagini e testi del grande giornalista e fotografo russo.

Yuri Rost, che compie ottant’anni quest’anno, è in Russia un uomo-leggenda, che ha sposato l’arte della fotografia con quella della scrittura. Amico e collega di Anna Politkovskaya , ha raccontato con grande coraggio e onestà le realtà delle “piccole guerre” e della vita in Russia sovietica e postsovietica. La sua grande passione è e rimane l’Essere Umano, la persona. La mostra di Yuri Rost sarà ospitata nella prestigiosa sede del Teatro Verdi.

La mostra porta il titolo “И лЮби!Yu di Yuri Rost, che significa “E ama, citazione presa dal testo che accompagna una sua opera. Chi conosce la cultura russa riconoscerà nella lettera Yu il collegamento letterario con il noto poema “Mosca – Petuski” di Venedikt Erofeev, che fa di questa lettera il simbolo del Bene, della Bellezza, dell’Amore, del Sacro. Yu di Yuri Rost.

Voltati, guarda cos’è rimasto della tua terra, anche gli amici che sono lì con te – si voltino. Accarezza quei luoghi che non hai ancora rovinato; quelle curve, che non non hai creato tu, con quelle tue mani. Appoggia la tua fronte, chiudi gli occhi e stai in silenzio per un po’. E se trovi qualcosa di giusto in questo posto caldo, non lo rovinare, non lo rovinare. Dico a te, non lo rovinare! Non distruggere, non rubare, non uccidere, non uccidere, non uccidere…

Prenditi cura della vita, e della terra – il luogo dove la vita vive. E ama!”

Yuri Rost. 

Nella Russia di oggi molte persone vedono il fotografo e giornalista Yuri Rost (nato a Kiev nel 1939) come il simbolo della stampa dissidente degli anni ’70 e ’80 che ha contribuito a provocare il collasso del regime totalitario sovietico. Come editorialista e commentatore analitico per il famoso quotidiano Komsomolskaya Pravda (8 mln di coppie all’epoca), come autore del suo programma di attualità nella tv russa, Yuri Rost ha influenzato la “glasnost” e “perestroika”, le riforme economiche e sociali, sostenute da Gorbaciov nel 1985.

La costante enfatizzazione dei valori umani delle sue memorabili pubblicazioni era in piena sintonia con le idee sulla resistenza passiva di Andrei Sakharov (1921-1989), suo carissimo amico oltre che un importante dissidente sovietico dagli anni ’50 in poi, una figura storica di grande intelletto, onestà e coraggio. In tutte le fotografie di Yuri Rost e in tutto ciò che scrive e dice, l’eroe principale è l’uomo nel suo ambiente naturale.

La visione fotografica di Rost è strettamente legata alla tradizione umanista fondata da noti fotografi del dopoguerra come Henri Cartier-Bresson, Leonard Freed e Ed van der Elsken. Non sorprende, quindi, che Cartier-Bresson (1908-2005) abbia scelto una delle fotografie di Rost per inserirla nella sua ultima mostra, Les choix d’Henri Cartier-Bresson (Parigi, 2003).

Essendo un talentuoso giornalista, attento alle problematiche politiche e sociali, Rost riesce a di dare alle sue fotografie una dimensione ancora più grande attraverso i propri testi che descrivono il contesto sociale della persona in questione. La mostra al Teatro Verdi ospiterà le fotografie in bianco e nero di questo tipo: ritratti di uomini e donne, semplici e nello stesso tempo straordinari nella loro semplicità, del periodo tra il 1946 (è un refuso? no, nel 46 aveva 7 anni) e il 1997, come pubblicato in precedenza nell’edizione di People del 2003.

In questa mostra, il fotografo / scrittore si concentra su contadini russi e vagabondi, attori e scienziati, trattandoli tutti con lo stesso rispetto. Ciò che tutti hanno in comune e ciò che a sua volta collega il fotografo a questi “esseri umani” è la loro capacità di meravigliarsi delle meraviglie della vita quotidiana. Ad esempio, di Sergei Paradzhanov, un genio d’arte, fotografato davanti alla sua casa nel 1985, Yuri Rost scrive: “Lui e io abbiamo amato la stessa donna, e questo ci ha uniti. Amava vividamente e magnificamente. Quando la donna si ammalò, Paradzhanov le mandò una cassa di arance che lei non aveva mai visto in pieno inverno. Invece di mangiarle, le mise sul davanzale e le fissò con ammirazione, i “piccoli Soli” di Seriozha. Dopo ciò fu ricoverata.”

Vernice della mostra 4 maggio:

alle ore 17.00 incontro e dialogo con Yuri Rost nella sala grande del Teatro Verdi (con l’intervento dei giornalisti Paolo Possamai e Giampiero Beltotto); alle ore 19 apertura della mostra. Ingresso libero.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 25 maggio di Giovedì, Venerdì e Sabato dalle 15.00 alle 18.00.

Category: Festival 2019

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