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23 marzo Andrej Rublev e Giotto di Bondone. l’Arte di dialogare. Conferenza immersiva

Published on febbraio 10, 2018 by wp_7847991

 

Andrej Rublev e Giotto di Bondone. l’Arte di dialogare

Conferenza immersiva nell’arte dell’icona russa e il suo rapporto con l’arte sacra occidentale.

A cura di Alessandro Giovanardi,  esperto dell’iconografia russa in Italia, intervengono Alessandro Tomei e Giuliano Pisani.

Sala del Guariento, Accademia Galileiana, via Accademia, 7 Padova ore 18.00

 

Giotto di Bondone (Vespignano, 1267 ca.-Firenze, 8 gennaio 1337) e Andrej Rubl’ëv (1360 ca. -1430), rappresentano due opposti e paralleli sentieri in cui ha fruttificato l’eredità artistica di Bisanzio, dando origine, ognuno per proprio conto e coi propri mezzi a due forme di Rinascimento: quello prospettico-spaziale italiano e quello simbolico della trasfigurazione russa.

Il primo, come scrive Cennino Cennini è colui che «rimutò l’arte di greco in latino e ridusse al moderno»: eppure è dimostrato quanto siano importanti i debiti contratti dal toscano (soprattutto a Rimini e Padova) con la pittura bizantina e slava, fiorente dall’altra parte dell’Adriatico. Di quel linguaggio Giotto valorizza soprattutto l’ascendenza classica, i legami con l’antico, costruendo spazi in cui il divino dimora accanto all’umano, nella quotidianità.

Andrey Rubl’ëv, di contro, conduce a un livello altissimo i semi della concezione esicasta ortodossa, di quella esperienza ascetica e mistica che conduce a contemplare la Gloria increata di Dio: se Giotto vede il divino ad abitare i nostri luoghi terreni, le nostre stanze, Rubl’ëv, con immagini squisite, insieme austere e delicatissime, discese dall’alto, conduce lo sguardo dell’uomo a immergersi nella Luce senza tramonto, intravvista dagli Apostoli sul monte Tabor. Giotto è il sorridente maestro che occhieggia dalle impalcature del Decameron di Pier Paolo Pasolini, Rubl’ëv è il ricercatore della pace divina nel mezzo delle sanguinose contraddizioni della storia, come è stato interpretato da Andrej Tarkovskij.

John Lindsay Opie anglista, indologo e bizantinista. Massimo esperto dell’iconografia russa nel mondo accademico italiano, iconologo e raffinato conoscitore della simbologia sacra, maestro della tradizione perenne, membro della Chiesa Russa Ortodossa in Esilio fin dal 1969.

- Purtroppo per motivi di salute non potrà partecipare alla conferenza.

Alessandro Giovanardi, Phd, studioso di arte sacra e di estetica simbolica,  Curatore di mostre e saggista, si è occupato soprattutto dell’icona russa, delle origini bizantine nella pittura riminese del Trecento, del pensiero estetico di Cristina Campo, Elémire Zolla, Florenskij, Pavel Evdokimov, Zabughin, Lindsay Opie. 

Giuliano Pisani – filologo classico e storico dell’arte, studioso di filosofia antica, autore del libro “I volti segreti di Giotto”, che ha fortemente innovato la lettura della Cappella degli Scrovegni.

Alessandro Tomei – professore ordinario di Storia dell’arte medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti Pescara. Autore dei numerosi libri, tra cui “Giotto e il Trecento. «Il più Sovrano Maestro stato in dipintura»”.

Category: Festival 2018

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